Eccomi con un argomento piuttosto spinoso, che è poi quello che mi ha dato lo spunto principale per dare vita a questo blog. Ho sempre trovato, attraverso la mia esperienza personale, che il rapporto tra noi donne e lo sport fosse tendenzialmente un po' difficile.
In generale siamo più restie a metterci in gioco in
nuove attività sportive (e non solo), anche se ne avremmo voglia, complici i
numerosi pregiudizi, le severe autocritiche, i disagi estetici.
E devo dire che ultimamente, guardandomi intorno, ho avuto più volte conferma di questo sentore.
In questo post del blog di Cliomakeup, per esempio, si parla proprio di
questa problematica e di una campagna, lanciata da Sport England, l’ente
pubblico che promuove sport, fitness e vita sana in Inghilterra, per invogliare
le donne a fare sport senza sentirsi a disagio nel proprio corpo:
Come si legge nel blog “questa operazione è il risultato di un dato abbastanza
allarmante, cioè che in Inghilterra le donne fanno molto meno sport degli
uomini (in totale due milioni in meno tra i 14 e i 40 anni), principalmente per paura di
essere giudicate in base al loro aspetto, alla forma fisica e alle abilità.
Non a caso, tre quarti di queste donne vorrebbero essere più attive, ma si
sentono bloccate.”
Pensate che in America, dalla constatazione di questo problema, è nato il franchising di
fitness Curves, che oggi conta oltre 10.000 sedi in 85 paesi (tra cui l’Italia)
con oltre 4 milioni di iscritte: si tratta di fitness center aperti solo alle
donne ed espressamente pensati per venire incontro alle esigenze del genere
femminile, offrendo programmi di tonificazione muscolare specifici e un
ambiente confortevole, lontano dalle classiche palestre, dove le sale pesi,
popolate per lo più da uomini, possono mettere decisamente a disagio.
Nella storia possiamo trovare l'origine dei molti pregiudizi legati al tema donne e sport. Pensate che nei primi Giochi olimpici moderni del 1896 di Atene le donne non erano ammesse perché il fondatore Pierre de Coubertin era convinto che lo sport femminile fosse contrario alla natura! Egli osservava le regole degli antichi Giochi olimpici che non ammettevano le donne né come atlete né come spettatrici.
È vero che le prestazioni maschili sono migliori per differenze di natura genetica nella costituzione fisica e nelle funzioni dell'organismo, ma pare che gli aspetti di natura sociale e politica giochino un ruolo molto più influente di quanto si possa credere! Da quando alle donne si sono aperte nuove possibilità in campo sportivo e, quindi, anche nello sport di alto livello, c'è stato anche un fulmineo miglioramento della capacità di prestazione sportiva della donna e una diminuzione delle differenze di prestazione rispetto agli uomini!!
Insomma la tradizione ha sicuramente una grande influenza.
Inoltre, se si parla di palestre e istruttori di fitness, trovo che ci siano ancora molti aspetti trascurati nell'allenamento femminile e molta disinformazione. Pensateci, la presenza delle donne in palestra è associata a corsi di gruppo tipo aerobica, ad allenamenti con mini pesetti o sedute interminabili su stepper e tapis roulant.... ma, per esempio, allenamenti mirati all'ipertrofia muscolare, con pesi "veri", possono avere effetti estremamente benefici, sia estetici che funzionali, per esempio migliorare notevolmente cellulite e ritenzione idrica (yeah!! ;D), migliorare l'equilibrio ormonale, innalzare il metabolismo... non si corre il rischio di diventare culturiste aggiungendo qualche allenamento di potenziamento alla propria routine in palestra! Ci sono tanti fattori da tenere in considerazione, ma un allenamento esclusivamente cardiovascolare può alla lunga portare a un abbassamento del metabolismo e quindi rendere più difficile mantenere il proprio peso, se non con una significativa riduzione dell'apporto calorico.
Parola d'ordine quindi: VARIETÀ! Ma anche DIVERTIMENTO perché la costanza è tutto e siamo portati a essere più costanti se facciamo qualcosa che ci piace!
Non si fa sport solo per raggiungere finalità estetiche: non andiamo in palestra o a correre solo per "tonificare" o "prepararci alla prova costume", ma perché ci fa stare bene, perché c'è qualcosa di estremamente motivante nel vedere i tempi che migliorano, gli allenamenti che diventano sempre meno difficili.... è il mettersi in gioco e superare i propri limiti che ci dà soddisfazione, anche nel nostro "piccolo", senza essere atlete d'élite!

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